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Andrea Chianelli

 

Biografia:

 

- Nasce a Perugia il 28 dicembre 1973.
- Nel 1998 si diploma attore al Cut di Perugia e viene invitato al Work Center di Jerzy Grotowsky.
- Dal 1999 vive e lavora a Roma dove insegna teatro e psicomotricità in scuole di vario livello (dall’asilo nido agli istituti superiori).
- Dal 1998 ad oggi rappresenta “Fiabe dal mondo in musica” , spettacolo di narrazione su fiabe della tradizione orale italiana, musicate dal vivo da Davide Vaccari.
- Nel 2003 realizza uno studio teatrale su Riccardo III di Shakespeare intitolato “La banalità del male”, rappresentato al teatro Abraxa di Roma.
- Nella primavera del 2004, fra Roma e Perugia, realizza uno studio su J.Genet intitolato “Le serve. La sessualità del gesto”.
- Nel 2004 scrive e rappresenta “Storie di uomini & giusti” che continuerà a rappresentare fino al 2006.
- Nel 2006, con il contributo della Regione Umbria, del Comune di Gubbio e dell’Associazione Famiglie dei 40 Martiri, rappresenta “Il secondo giorno d’estate”, spettacolo che mette in scena gli episodi che hanno portato alla fucilazione dei 40 martiri di Gubbio, tratto dal laboratorio teatrale da lui condotto “Io non vi ho dimenticato”.
- Nel 2006 rappresenta per la prima volta “Francesco Pileggi. Storia di un uomo d’onore” al festival “Tam Tam Riace”.

 

Francesco Pileggi. Storia di un uomo d’onore

 

La  storia
Francesco Pileggi nasce a Camini in provincia di Reggio Calabria nel 1890. Non ancora ventenne si imbarca per l’America, ma dopo una fortunata parentesi a New York, nella quale entra in contatto con la mafia siciliana, è costretto a tornare in Italia richiamato dalla famiglia.
Questo inaspettato rientro lo costringerà a partecipare alla Prima Guerra Mondiale durante la quale si distinguerà con azioni valorose. Al suo rientro in paese si affilierà alla ‘Ndrangheta locale diventando il boss del paese e delle zone limitrofe.
Dopo otto anni di una vita relativamente calma, durante la quale si sposa con una donna da cui avrà quattro figli, mentre il potere in Italia è in mano al regime fascista, decide di partire per l’Australia per vendicarsi di un affronto.
Lì però la visione della vita, il senso e il valore dell’onore, subiranno un brusco cambio di rotta, portandolo alla decisione di abbandonare la ‘Ndrangheta, ma questa nobile volontà dovrà pagarla a caro prezzo.
Dopo il suo rientro dall’Australia, infatti, nella notte di Natale del 1933, per sfuggire ad un’imboscata, organizzata dai suoi ex affiliati, uccide la moglie e un suo compare con un colpo di mannaia al collo.
La storia dell’uomo che per salvare l’onore aveva tenuto testa ad un manipolo di “malandrini traditori” armati di tutto punto, fece il giro delle campagne, finendo sui giornali del tempo e trasformando questo piccolo contadino calabrese in un eroe da temere ed esempio da imitare.

Lo spettacolo:
Elemento fondamentale dello spettacolo  è la narrazione, che tenta di stringere il suo compito più antico, ovvero quello di tradire un segreto per tramandare una vicenda incredibile.
L’attore si presenta al pubblico senza nessun tipo di artificio o scenografia teatrale, accompagnato solo dai musicisti,  un chitarrista e un percussionista, e da due coriste.
Lo spettacolo inizia con una musica popolare tradizionale che aiuterà il pubblico ad entrare nella rarefatta atmosfera delle campagne calabresi dei primi novecento, dove la storia comincia.
Il narratore guiderà il pubblico tra gli eventi storici che hanno caratterizzato il principio dello  scorso secolo, come l’emigrazione, la prima guerra mondiale, il fascismo, insinuando in maniera sempre crescente le incredibili vicende private del protagonista della storia, fino a giungere all’apice più drammatico della notte di Natale del 1933.
Allo spettatore sarà chiesto di assistere come testimone ad eventi incredibili e lo si inviterà, nel contempo, a chiedersi in continuazione da che parte sia il giusto e lo sbagliato, dove finisca l’uomo e dove inizi l’eroe.
Il racconto, tranne che per brevi frammenti dialettali, viene svolto completamente in italiano ed esposto in maniera diretta al pubblico, tale da  offrire immagini chiare e immediate, disegnate con precisione e rapidità narrativa, senza però tralasciare visioni poetiche, momenti esilaranti o frammenti di forte tensione emotiva.

Il progetto teatrale:
Da anni raccolgo ed elaboro brevi episodi di vita vissuta che trasformo in racconti teatrali. Storie vere o presunte tali, che solo in qualche piccolo borgo di provincia hanno un valore, ma che da sempre, sperano di diventare vicende epiche. Storie ambientate nell’Italia dei primi del ‘900, al tempo in cui si cercava di scappare da un passato che puzzava di antico per tuffarsi in sogni che valevano sempre più del niente che possedevi. Vicende avventurose nate da desideri semplici.
Nel 2003 ero in Calabria. Lì mi fu raccontata la storia di Francesco Pileggi detto Don Ciccio, un longevo contadino calabrese, capo della ‘Ndrina locale negl’anni 20, che nella notte di Natale del 1933 uccise la moglie con un colpo di mannaia. Sembrava un tipico caso di vendetta d’onore, visto che lei lo tradiva da anni, ma il tribunale lo  ritenne innocente. Nel 2005 sono tornato per approfondire la ricerca, scoprendo che ancora molta gente temeva di affrontare l’argomento. Era una figura ancora presente nell’animo di tutti. Ed è stata questa percezione di persistenza del timore a convincermi di sviluppare la vicenda come un progetto teatrale autonomo, che narrando di una vicenda così unica non può essere accomunato a nulla.

 

Andrea Chianelli

 

 

Lo spettacolo sarà in scena

venerdì 9 maggio 2008 alle 21.00,

presso il Teatro Studio Uno,

Via Carlo della Rocca, 6 (Roma)

 

Info e prenotazioni:

Luisa Moreschi

luisa.moreschi@tin.it

Tel: 345.3026879

 

 Ultimo aggiornamento:

03/04/08