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I diversi, quasi uguali, ma diversi

 

La Rassegna interculturale di narrazione teatrale

 

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Il dono della diversità

Rassegna interculturale di narrazione teatrale

I Edizione

 

Programma

 

7 giugno, ore 16.30

Scuola Attiva (Via Col di Rezia, 3)

 

Roma caput mundi

 

Scritto interamente dai ragazzi della scuola, è una rilettura in chiave ironica della nascita di Roma, dai suoi sette re a Nerone, sotto lo sguardo attento degli dei.

Ricordando che anche la capitale del nostro paese è frutto di un crogiuolo di culture…

 

Scritto ed interpretato

dagli studenti del

Laboratorio teatrale di Scuola Attiva

 

Regia di

Cecilia Moreschi

 

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9 giugno, ore 21.00

Casa Libre (Via dei Sabelli, 9)

 

Due spettacoli:

 

Bluug” (Separazioni)

 

La narrazione materna ambisce a farsi nutrimento come il latte che è insieme relazione e comunicazione principe. Attraverso versi poetici, frammenti narrativi e canti femminili, cerco di fluttuare da una sponda linguistica all’altra. Il somalo e l’italiano saranno insieme arcaici e degenerati,  impeccabili e corrotti. Una voce plurivocale che prende corpo, si fa testo con la materia stessa di quei corpi che racconta.

 

Scritto ed interpretato da

Cristina Ali Farah

 

Con

Mariella Gaeta Pantusa e Nora Tigges Mazzone

 

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Sulle tracce dell’uomo che prendeva appunti

 

Dal testo dello spettacolo:

 

Identità

Come definire l’origine della vita il mistero della morte l’attrazione dell’infinito la voglia di essere più forte tra ciò che si cancella e ciò che sta per succedere per creare il suo spazio per definirsi meglio…

(Altre informazioni: http://ciepoetessonores.aceblog.fr/)

 

Scritto ed interpretato da

Yvan Tetelbom

 

Con

Giancarlo Furia, Pierfrancesco Salemi e Paolo Parnasi

 

Accompagnati dalla musica di

Aura D’Angelo

 

INGRESSO: 7 EURO

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22 giugno, ore 21.00

Centro Culturale Libreria Bibli (Via dei Fienaroli, 28)

 

La storia per quella che è

 

Dal testo dello spettacolo:

 

“Gentile pubblico, buonasera e benvenuti!

I miei compagni ed io veniamo dalla Danimarca e siamo attori girovaghi. Recitare e viaggiare. Non abbiamo trovato di meglio al mondo da fare. Viaggiare... Nello spazio come nel tempo... Circa quattrocento anni fa, siamo stati testimoni di una sporca storia, una di quelle da raccontare, una di quelle da ascoltare... Così, guardandoci l'uno negli occhi dell'altro, abbiam fatto una scelta: quella di non dimenticare. E da questa ne è seguita, naturalmente, un'altra: quella di raccontare le storie per quello che sono veramente, basandoci solamente su quel che i nostri occhi hanno visto…”

 

Scritto ed interpretato da

I Diversi, quasi uguali, ma diversi

 

Regia di

Alessandro Ghebreigziabiher

 

INGRESSO: 7 EURO

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6 luglio, ore 21.00

Centro Culturale Libreria Bibli

 

Due spettacoli:

 
All'ombra dei rami sfacciati carichi di fiori rosso vermiglio

 

Il racconto nato con l'idea di essere narrato a voce trae spunto da una prima riflessione: al mio arrivo in Italia notavo con incredulità come la vita fosse ritenuta "programmabile" (cioè scelta della scuola, conseguente lavoro, famiglia, casa, e via diritti sul binario stabilito fino alla pensione) e a parte l' "organizzazione" del proprio futuro e l'impegno in ciò non fosse necessario prendere alcuna posizione verso l'esterno , cioè la società civile, ecc., si lasciava fare agli "altri, ai rappresentanti dei partiti, ai governanti che erano stati votati e ai quali si delegava tutto. Per me che venivo da un mondo dove all'improvviso ogni volta c'era un golpe e poi un cambio dei golpisti e ancora modifiche che ribaltavano qualsiasi "programmazione personale" tale modo di affrontare la vita senza tenere conto dei possibili mutamenti storici era quasi da incoscienti e ancora di più lo era il fatto di lasciare agli altri la responsabilità della direzione e organizzazione della società senza ritenere indispensabile prendere una posizione e impegnarsi nella costruzione della stessa, a parte apporre la crocetta sulla scheda elettorale.

Da qui l'epigrafe di apertura del racconto:

"Siamo storie di storia nella storia. Angoli o centri di trama e ordito del tessuto del mondo. Nicchie ricavate in intrecci di eventi. Noi siamo nella storia."

La seconda riflessione che da origine al quadro di apertura e di chiusura della storia riguarda la constatazione del particolare degrado e progressivo svuotamento culturale della programmazione della tv italiana. Aprendo e chiudendo con i quadri che narrano della tv etiope prima e dopo il golpe il racconto, usando la forma della metafora particolarmente cara alla tradizione culturale etiope, vuole indurre alla riflessione sull'attuale situazione italiana.

La parte centrale del racconto, è una storia dalle sfumature femminili che racconta con voluta ironia, umorismo e leggerezza di una bambina in uno spaccato di vita segnato dai cambiamenti politici in Etiopia, dal suo rapporto con la sua famiglia e dal desiderio di scoperta tipico della sua età. Il tutto si svolge nel clima culturale e storico degli anni 70' in Etiopia, quando in seguito ad un colpo di stato venne proclamata la Repubblica. Da quel momento in poi la nazione fu sottoposta ad un regime dittatoriale filo sovietico, rovesciato nel 1991 dal fronte democratico rivoluzionario del popolo etiope ed eritreo. Nella narrazione si evidenzia come la scomparsa del capitalismo e l'arrivo della nuova ideologia non servì a migliorare le condizioni di vita degli abitanti dell'Etiopia, tuttavia agli occhi della giovane protagonista significò la scomparsa di giocattoli e caramelle e l'arrivo delle biciclette dalla Cina di Mao, una sua antica passione. La bicicletta sembra rappresentare la gioia della libertà e il veicolo attraverso cui sperimentare le proprie abilità e lanciarsi alla conoscenza dell'ignoto, e attraverso la bicicletta la storia racconta e mostra l'aspetto comunitario della vita in Etiopia, dando piccole pennellate che rammentano anche il passato colonialismo italiano..., racconta di scoperte e residui del governo e di un modello di vita antecedente il golpe che nonostante i vari controlli, continua a vivere qua e là (Altre informazioni: http://www.gabriella-ghermandi.it ).

 

Scritto ed interpretato da

Gabriella Ghermandi

 

Musiche di

Alessandro Sorrentino

 

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Se una sera d’estate due narratori

 

Dal testo dello spettacolo:

 

“Ho bisogno d'aiuto. Io di idee ne ho tante, ma, ogni volta che cerco di trasformarle in una storia, proprio quando inizio a calarmici dentro, esattamente quando sto per godere della vita che si crea da sola in essa, accade qualcosa che taglia inesorabilmente la corrente, interrompe il flusso, insomma, non posso più andare avanti…”

(Altre informazioni: Se una sera d'estate due narratori )

 

Scritto ed interpretato da

Alessandro Ghebreigziabiher

 

Con

Paolo Parnasi

 

Commento musicale a cura di

Bruno Celli

 

INGRESSO: 7 EURO

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Responsabile Ufficio stampa ed organizzazione:

 

Luisa Moreschi, luisa.moreschi@tin.it

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento:

08/06/07